Una mamma contro la violenza giovanile coinvolge Busto Arsizio: camminiamo insieme per i nostri figli
L'iniziativa si svolgerà l'11 aprile prossimo e coinvolge scuole, istituzioni, associazioni del territorio. Tutti uniti per una manifestazione silenziosa a cui seguirà la firma di un decalogo di azioni per rimettere i ragazzi al centro

I recenti episodi di violenza giovanile, che siano tra coetanei o contro le forze dell’ordine, hanno smosso qualcosa in alcuni genitori di Busto Arsizio. Di fronte a tanta indifferenza, come accaduto anche nel recente episodio che ha visto coinvolte due dodicenni che si sono azzuffate in centro davanti ad una selva di adulti impassibili, una mamma ha deciso di promuovere un’iniziativa pubblica coinvolgendo associazioni cittadine e l’amministrazione comunale.
Iononsonoindifferente la camminata che coinvolge adulti e minori verso un patto sociale
Contrastare la violenza tra i giovani e affrontare il disagio minorile con un’azione condivisa tra istituzioni, scuole, famiglie e associazioni del territorio: è questo l’obiettivo del nuovo progetto presentato oggi, venerdì, in conferenza stampa a Busto Arsizio. A promuoverlo è stata una mamma che ha trovato l’appoggio di tante scuole e associazioni oltre che dell’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni, con il coinvolgimento degli assessori Chiara Colombo (Educazione e Politiche giovanili), Manuela Maffioli (Cultura) e Luca Folegani (Sport).
L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di scuole e associazioni del terzo settore – tra cui Eva odv, Mai Paura, Piccolo Principe, Croce Rossa e Lampi Blu – prenderà simbolicamente il via con la camminata silenziosa #IONONSONOINDIFFERENTE, in programma venerdì 11 aprile alle 17.00. Il corteo partirà da piazzale Bersaglieri e attraverserà il centro cittadino per concludersi in piazza San Giovanni, dove sarà sottoscritta una dichiarazione d’intenti a favore della cultura dell’ascolto e della cura verso i minori.
«È difficile pensare che una dodicenne possa essere trattata come un criminale – ha dichiarato l’assessore ai Servizi Sociali Maria Paola Reguzzoni –. Parliamo di preadolescenti in autogestione, incapaci di distinguere il giusto dallo sbagliato. Non è solo un problema di sicurezza, ma anche di chi commette la violenza. Quel giorno, durante la lite tra ragazzine, c’erano 10-15 adulti che hanno guardato senza intervenire».
Il progetto punta a creare un tavolo permanente di lavoro per promuovere azioni culturali, sportive e ludiche in grado di intercettare precocemente i segnali di disagio. «Un’iniziativa importante – ha aggiunto l’assessore Folegani – per la quale ho coinvolto anche le società sportive». L’assessore alla Cultura Manuela Maffioli ha ricordato il potenziale delle politiche culturali cittadine: «Pensiamo ai Bibliochanger e al nuovo spazio alle ex carceri con scuole di musica, cinema e teatro: c’è molto per i giovani».
La camminata nasce da un’iniziativa spontanea, come racconta una mamma promotrice dell’evento: «Mi sono chiesta: cosa possiamo fare? C’è una parte sana che non vuole girarsi dall’altra parte. Ho contattato un’altra mamma e da lì si sono attivate le associazioni».
«Servono le azioni – ha affermato Patrizia Corbo de La casa sull’albero –. Siamo un centro diurno che accoglie tanti giovani disagiati. Vogliamo costruire insieme un tavolo di pace». Anche il presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini, sarà tra gli ospiti futuri del centro per portare la sua testimonianza ai ragazzi.
«Dal nostro osservatorio sulla violenza di genera abbiamo notato che si abbassa l’età di chi subisce e di chi agisce violenza – ha dichiarato Cinzia Di Pilla di Eva Odv –. Per questo ci saremo». A chiudere, le parole del sindacalista Paolo Macchi di Lampi Blu: «Questi ragazzi non sono imputabili, ma sono educabili. Come poliziotti fatichiamo a reprimere, figuriamoci a educare. Ma ci saremo, al fianco di queste mamme che non si voltano».
La ricerca Censis che ha ispirato l’assessore Reguzzoni
Quasi la metà dei giovani italiani tra i 18 e i 25 anni ha dichiarato di aver sofferto di ansia e depressione a causa della pandemia, e oltre il 62% afferma di aver cambiato la propria visione del futuro. Sono alcuni dei dati del rapporto “Generazione post pandemia”, realizzato nel 2022 con Censis, Consiglio nazionale dei giovani e Agenzia nazionale dei giovani.
Per rispondere a questa emergenza è nato il progetto scolastico “Mi vedete?”, promosso da Lundbeck Italia e Your Business Partner. L’obiettivo è costruire un modello di ascolto e intervento precoce, coinvolgendo studenti, famiglie, docenti ed esperti del territorio.
La ricerca si è svolta in tre scuole superiori italiane, coinvolgendo oltre 1.800 persone. Il 54% degli studenti segnala l’uso di sostanze tra sé o i compagni, il 38% ha vissuto disturbi alimentari e il 63% soffre di problemi legati al sonno. Il 38% riporta episodi di bullismo.
Emergono forti discrepanze tra la percezione degli studenti e quella degli adulti: il 71% dei ragazzi riferisce un disagio, ma solo il 31% dei genitori se ne accorge. Il 100% dei docenti riconosce il problema, spesso più degli stessi studenti.
Diverse anche le opinioni sulle cause del malessere: per gli studenti è in parte familiare, per i genitori scolastica, mentre i docenti indicano soprattutto l’ambito familiare. La ricerca conferma l’urgenza di interventi coordinati per affrontare il disagio giovanile in modo sistemico.
Il patto che verrà sottoscritto dalle varie realtà coinvolte nella camminata
Il documento, ispirato ai principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, prevede:
L’istituzione di un tavolo di lavoro permanente con associazioni, scuole, forze dell’ordine, cooperative, oratori e tutti i soggetti impegnati nel sostegno ai minori;
Il sostegno a una consulta autonoma tra gli attori coinvolti, con funzione propositiva;
Il tavolo agirà come osservatorio e consulta per le politiche giovanili, con l’obiettivo di diffondere una cultura della cura e dell’inclusione;
Sarà promosso un percorso formativo condiviso per i servizi e le istituzioni, volto a migliorare la capacità di intercettare precocemente segnali di disagio;
Verranno sostenute azioni culturali, sportive e ludiche che vedano i giovani e le famiglie protagonisti attivi;
Ogni partecipante opererà nel rispetto della riservatezza, della dignità e dell’accuratezza degli interventi;
Il tavolo lavorerà per tutelare tutti i minori senza discriminazioni di sesso, religione, origine o orientamento;
Il gruppo di lavoro sarà democratico, rappresentativo e permanente, garantendo la parità tra i partecipanti;
L’Amministrazione si impegna a valutare l’istituzione di un Garante Comunale per l’Infanzia, figura di tutela analoga a quella regionale e nazionale;
Si auspica la sottoscrizione congiunta del documento da parte di tutte le realtà coinvolte.
Con questo impegno condiviso, Busto Arsizio si propone di costruire una rete stabile e coesa per la protezione e la crescita sana dei suoi giovani cittadini.
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