Busto Arsizio rinuncia al progetto padel a Sacconago, vincono gli ecoattivisti
Festeggia il gruppo ambientalista Tanuki che a maggio aveva protestato salendo sugli alberi. I costi per le modifiche del progetto erano lievitati a 1,5 milioni di euro
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Il Comune di Busto Arsizio ha deciso di revocare il progetto di realizzazione di nuovi impianti sportivi e rinunciare al finanziamento ministeriale da 700.000 euro, previsto dal bando “Sport e Periferie 2020”. La decisione arriva dopo una serie di ostacoli burocratici, proteste cittadine e difficoltà economiche che hanno reso impossibile la realizzazione dell’opera nei tempi previsti.
Il progetto iniziale e i fondi ottenuti
Nel 2020 l’Amministrazione comunale aveva presentato un progetto per la costruzione di campi da paddle coperti, campi da calcetto in erba sintetica e nuove strutture sportive presso il centro sportivo di via Speranza. L’intervento, dal costo complessivo di 744.000 euro, era stato finanziato in larga parte dal Ministero dello Sport con un contributo di 700.000 euro, mentre il Comune avrebbe coperto la parte restante con fondi propri.
Le proteste e la sospensione dei lavori
I lavori sono stati assegnati nel marzo 2024 e avviati il mese successivo. Tuttavia, la realizzazione delle opere ha incontrato forti opposizioni da parte della cittadinanza, a causa della prevista rimozione di 35 alberi per far spazio ai nuovi impianti. Nel maggio 2024 alcuni manifestanti hanno occupato il cantiere, impedendo il proseguimento dei lavori e costringendo l’Amministrazione a sospendere l’intervento.
Tentativi di modifica del progetto e vincoli ministeriali
A seguito delle proteste, il Comune ha chiesto al Ministero la possibilità di modificare il progetto, riducendo il numero di campi da calcetto e investendo di più sulla copertura delle strutture. Tuttavia, il Ministero dello Sport ha respinto la richiesta, sottolineando che i cambiamenti proposti avrebbero alterato gli obiettivi del finanziamento.
In un successivo tentativo di trovare una soluzione, il Comune ha ipotizzato di spostare il progetto nell’area del Palaginnastica, ma il costo dell’intervento sarebbe lievitato fino a 1,54 milioni di euro, di cui 841.888 euro a carico del Comune. Tale somma ha reso insostenibile l’investimento, spingendo l’Amministrazione a riconsiderare la fattibilità dell’intervento.
La decisione finale: revoca del progetto e rinuncia ai fondi
A fronte delle difficoltà economiche e della necessità di concludere i lavori entro il 31 dicembre 2025, pena la perdita del finanziamento, il Comune ha deliberato la revoca definitiva del progetto e la restituzione dell’acconto già ricevuto dal Ministero.
L’Amministrazione ha motivato la scelta con l’elevato costo delle modifiche necessarie, la priorità di investire su impianti sportivi già esistenti e il rischio di non rispettare i tempi imposti dal finanziamento. La rinuncia al contributo ministeriale chiude definitivamente il capitolo della realizzazione di nuovi impianti sportivi, lasciando aperta la questione di come valorizzare le strutture già presenti sul territorio comunale.
Il gruppo Tanuki, protagonista della protesta a maggio dello scorso anno, festeggia per la decisione di non effettuare più l’intervento: «Nei prossimi giorni avremo modo di spendere qualche parola in più riguardo tutta la mobilitazione che c’è stata a Sacconago, più precisamente nell’area di Madonna in Campagna. Per ora vi diamo questa bella notizia saltellando e abbracciandoci/vi allegramente in stile Tanuki. Non vediamo l’ora di rivivere il parco insieme alle persone del quartiere e a chi a contribuito a difendere il parco dall’ennesimo progetto calato dall’alto, devastante ed inutile. Anche un Tanuki può sorprendere una tigre che dorme» – hanno scritto sulla loro pagina Instagram.
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